Urbino, il dibattito sul maschile riempie la Librotiralibro: tra incel e nuovi modelli

di LUCA BAGNARIOL e CHRISTIAN REGIS

URBINO – Una sala piena e pronta ad affrontare insieme alcuni dei temi più attuali che ruotano attorno alla sfera del maschile. A dettare il ritmo del “flusso di autocoscienza” che ha investito la libreria Librotiralibro giovedì sera è Manolo Farci, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Urbino che ha dedicato alla questione la sua ultima pubblicazione Quel che resta degli uomini.

Non una semplice presentenzione, come spiega Rinascimente – l’associazione culturale che ha organizzato l’evento -, ma un momento di confronto per discutere su cosa significhi essere uomini nel 2026, il cui successo è certificato dall’ampio dibattito che si è prolungato per più di un’ora al termine dell’iniziativa. Seppure il pubblico sia composto in maggioranza da donne, gli uomini presenti si dimostrano molto attivi e partecipi nella discussione.

Manosphere, blackpill e i suoi profeti

Primo argomento della serata sono gli incel, la comunità online dei celibi involontarii che negli anni ha costruito una vera e propria ideologia fondata sull’odio verso le donne. A partire dalla serie Adolescence, Farci guida la sala in un viaggio all’interno della galassia incel, con un sguardo rivolto al vocabolario costruito nel corso degli anni all’interno della Manosphere – gli spazi online che promuovono la “rinascita del maschile”.

Dal chadfishing – la tecnica di adescare donne online fingendosi un maschio alfa con l’obiettivo di dimostrare la tesi secondo la quale l’interesse femminile dipenda solo dal fisico e dallo status socio-economico – alla blackpill – la teoria nichilista che nega ogni possibilità agli uomini sprovvisti di bell’aspetto e denaro di avere rapporti con l’altro sesso – si ripercorrere la storia di un movimento che da subcultura del web “si è tramutato in ideologia con tecniche di reclutamento e radicalizzazione pari a quelle dell’Isis”, come spiega Farci.

Questa ideologia vede in figure come quella di Andrew Tate, ex pugile ora podcaster accusato di traffico di esseri umani in Romania, e Jordan Peterson, filosofo accademico impegnato da un decennio nella sua “crociata contro il politicamente corretto”, e i loro podcast i principali mezzi di diffusione.

Il pubblico nel corso del dibattito

Una mascolinità non tossica, ma egemonica

Dal piano politico ci si sposta a quello più sociologico, analizzando il tema della mascolinità tossica. Un concetto che rischia di essere controproducente secondo Farci perché “legare al concetto di mascolinità quel termine vuol dire esprimere a priori un giudizio negativo, creando un messaggio respingente che viene sfruttato dalla Manosphere per attirare i giovani e promuovere i suoi messaggi misogeni”. Secondo il sociologo si creerebbe così un clima di polarizzazione politica che spingerebbe i giovani a votare una destra che ha fatto sua la retorica della Manosphere, come nel caso del presidente statunitense Donald Trump.

Spazio alle domande

Chiuso lo spazio dedicato al libro, si apre il momento del dibattito con il pubblico. Dopo un iniziale imbarazzo, dettato anche dalla complessità degli argomenti e dalla mancanza di abitudine nel trattare le problematiche maschili all’interno dello spazio pubblico, diversi ragazzi prendono coraggio e iniziano ad esporre i loro pensieri.

Nelle loro domande si spazia dai concetti di maschile e femminile di Jung fino alla recente bocciatura della legge sul consenso libero e attuale da parte del Parlamento italiano lo scorso novembre. “Una legge che avrebbe promosso un primo cambiamento concreto da un punto di vista culturale, non tanto penale”, secondo Beatrice dell’Onte, ex-rappresentante degli studenti di Uniurb e moderatrice dell’evento a fianco del professor Farci.

C’è spazio anche per delle riflessioni sul linguaggio utilizzato dai giornali per affrontare queste tematiche, che dal pubblico viene considerato “inadeguato”. Una visione condivisa da Farci, che racconta: “Ho letto un articolo che si intitolava Incel, gli sfigati del web. Una retorica che incontra i desideri degli incel stessi, che vogliono essere ridicolizzati, e che si lega ad un pregiudizio maschilista che stabilisce il valore di una persona nella sua capacità di rimorchiare”.

Dalla regia fanno segno che è il momento di chiudere, ma le domande continuano ad arrivare. Si cercano anche delle soluzioni per affrontare queste dinamiche, dall’educazione sessuo-affettiva nelle scuole alle realtà italiane che promuovo i gruppi di autocoscienza maschile, momenti di confronto in cui parlare di queste problematiche senza pregiudizi e imbarazzi.

“Un tentativo di trovare una soluzione insieme”

Dopo quasi due ore e mezza di evento, arriva il momento dei saluti e ringraziamenti. Le ragazze e i ragazzi di Rinascimente sorridono, consapevoli della riuscita dell’evento. Farci rimane seduto al suo posto per un rapido firmacopie e per continuare a parlare con gli ultimi curiosi.

In sala, invece, continua il confronto sui temi emersi nel corso del dibattito. Riccardo e Stefano, due dei ragazzi più attivi nel corso della discussione, parlano tra di loro. Stefano dice al Ducato: “Per me è stata l’opportunità di espormi. Si parla molto di questi temi a livello teorico, ma il tentativo di cercare una soluzione insieme vale più di tutte le parole che ci sono sotto”. Riccardo annuisce, sottolineando l’importanza di questi eventi: “La questione della mascolinità e del patriarcato sono temi giganteschi e attuali: serve una consapevolezza che deve essere costruita collettivamente per poterli affrontare”.

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