di LUCA BAGNARIOL
URBINO – Probabilmente, Raffaello a fine Quattrocento non avrebbe mai immaginato che un giorno i suoi capolavori avrebbero sorvolato gli oceani, abbandonando i confini italiani per raggiungere i territori – ai tempi ancora inesplorati – del Nord America. Uno scenario che si concretizzerà in queste settimane, quando più di duecento opere del pittore urbinate lasceranno l’Italia per raggiungere il Metropolitan Museum di New York City in occasione della mostra “Raphael – sublime poetry”, la più grande rassegna mai dedicata a Raffaello nella storia degli Stati Uniti d’America. Tra i quadri che verranno esposti dal 29 marzo al 28 giugno di quest’anno al Met ci sarà anche la Muta, il capolavoro raffaelliano esposto nell’Appartamento della Duchessa di Palazzo Ducale.

Urbino si prepara a perdere per due mesi l’unica opera ufficialmente attribuita al pittore ducale esposta in città. Una prospettiva che non preoccupa la direzione di Palazzo Ducale, come spiega Stefano Brachetti, responsabile comunicazione e marketing del museo. “Palazzo Ducale sentirà la mancanza della Muta nella sua collezione, ma operazioni come queste sono fondamentali per mantenere vive le relazioni con gli altri musei ed ottenere prestiti per le nostre mostre”. Una collaborazione che si è rivelata fondamentale in occasione delle mostre di Palazzo Ducale dedicate a Raffaello e Federico Barocci, che anche grazie ai prestiti di altre realtà museali hanno trascinato le presenze nel 2019 e nel 2024 (270000 presenze nel 2019, record assoluto nella storia di Palazzo Ducale).
Con la Muta non sarà certo un addio, ma un arrivederci a luglio, quando lo sguardo magnetico ed enigmatico del capolavoro raffaelliano torneranno a stregare il pubblico di Palazzo Ducale. Nella speranza che altre opere del Met facciano un giorno il percorso inverso.




