Riforma comuni montani, sindaci e Uncem compatti per la revisione dei criteri

Il panorama montano da UrbinoIl panorama montano da Urbino
di CARLA DELLE VEDOVE e FRANCESCO FLORIS

URBINO – I 29 comuni marchigiani esclusi dall’elenco dei montani sono pronti a fare ricorso al Tar del Lazio contro il Dpcm che definisce i criteri per accedere alla lista. Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) Marche invece non lo presenterà, ma continuerà a supportare gli esclusi dai benefici della nuova legge sulla montagna, come ha scritto in un comunicato. Questa mattina si è riunito ad Ancona, presso il Consorzio di Bonifica della Marche, il Consiglio della Delegazione regionale di Uncem insieme ai 29 sindaci per chiarire la situazione.

Gambini: “Siamo uniti”

Presente anche il primo cittadino di Urbino Maurizio Gambini: “Faremo ricorso, forse si aggregano anche i comuni dell’Emilia Romagna – ha spiegato al Ducato – Uncem vuole collaborare con noi e ci metterà in contatto con una rappresentanza per ogni regione per fare fronte comune e chiedere al governo un incontro per rivedere il Dpcm che definisce l’elenco dei comuni montani. Altrimenti faremo una manifestazione a Roma. Realizzeremo anche un documento in cui definiamo tutte le peculiarità che i comuni perdono non essendo più montani: è un danno grave per i cittadini. I comuni esclusi in questo momento sono uniti, al di là del colore politico, altrimenti perdiamo le potenzialità contrattuali”.

Continuano i colloqui anche con il presidente della Regione Marche, spiega Gambini: “Ho sentito Francesco Acquaroli sabato mattina: dopo l’invio del documento con le prerogative che i comuni perderanno si attiverà con i presidenti delle regioni per chiedere una revisione del Dpcm”.

Come spiegato da Uncem, nel dibattito sono state discusse le azioni e le strategie possibili per i comuni marchigiani lasciati fuori dalla nuova legge: i comuni, di fronte alla perdita di importanti agevolazioni su sanità, lavoro e istruzione, stanno reagendo uniti. Uncem ha ribadito la solidarietà ai comuni esclusi e sostiene il dialogo con la Regione Marche e il governo.

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