Un gemello digitale di Urbino per pianificare il futuro della città

Urbino vista dall'alto nel modello 3D del gemello digitaleUrbino vista dall'alto nel modello 3D del gemello digitale
di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – Il comune di Urbino avrà un gemello digitale: una replica virtuale del territorio che permetterà di definire strategie per il presente e il futuro. Alta tecnologia, una copia in bit della città ducale: è “il primo fondamentale tassello” del nuovo Piano urbanistico generale (Pug) di Urbino e consentirà anche di “far conoscere il territorio ai cittadini”, come spiega al Ducato l’assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Maurizio Bartoli. L’ingegnere Andrea di Giuseppe, incaricato di sviluppare il modello, precisa: “Se so quali sono le caratteristiche di un territorio posso controllarlo, fare previsioni e definire azioni preventive ed esecutive per gestirlo al meglio. Il digital twin permetterà di conoscere dati oggettivi da cui partire per prendere scelte politiche”.

Dalle riprese aeree a un modello 3D

Il gemello digitale è uno strumento nato in ambito tributario, spiega di Giuseppe al Ducato: “Inizialmente è stato utilizzato per la gestione dell’Imu (Imposta municipale unica). Ai Comuni interessa conoscere quali unità immobiliari compongono il loro territorio e a quali soggetti, quindi contribuenti, sono collegate. In seguito si è capito che poteva avere tante altre applicazioni”.

Il modello viene realizzato in più passaggi: “Volando a bassa quota sopra il centro storico di Urbino a settembre abbiamo scattato quasi 300 mila immagini utilizzando due telecamere ad altissima risoluzione che hanno permesso di fare una scansione a serpentina del territorio. Grazie alla tecnica della fotogrammeria con le immagini abbiamo costruito un modello tridimensionale, in cui ogni punto è georeferenziato (latitudine, longitudine e altezza) e vi sono collegati diversi elementi come dati anagrafici, reddito medio della popolazione, caratteristiche delle attività commerciali e il loro fatturato, informazioni provenienti dalla Camera di Commercio e dall’Agenzia delle entrate”.

Il centro storico di Urbino nel modello 3D del Gemello digitale
Il centro storico di Urbino nel modello 3D del gemello digitale

Applicazioni pratiche

“Il digital twin – dice di Giuseppe – sarà il supporto utile per prendere decisioni strategiche nell’ambito del Pug, che è uno progetto politico ma deve tenere conto dei dati oggettivi, di tutti i vincoli comunali, regionali e nazionali, anche archeologici. Verrà sfruttato poi più in generale nell’ambito dell’edilizia e dell’urbanistica”. Tante le applicazioni pratiche: “Se bisogna chiudere una strada per fare dei lavori, è necessario sapere quante persone risiedono nei dintorni e quale sarà l’impatto sulla loro quotidianità. Lo stesso vale per la costruzione di una rotonda. Se invece si vuole realizzare un nuovo parco giochi, si va a vedere quante sono le coppie giovani e i bambini che vivono in quell’area”. Il gemello digitale permetterà poi di migliorare la sicurezza del territorio: “La Protezione civile potrà verificare quali edifici non rispettano le norme antisismiche oppure quali sono le zone più a rischio di dissesto idrogeologico. Se è necessario fare un’operazione di evacuazione (per esempio in caso di terremoto ndr), si possono conoscere i punti critici della città”.

Una piattaforma per istituzioni e cittadini

Una piattaforma cloud consentirà l’accesso al gemello digitale non solo agli uffici comunali e alle entità pubbliche, ma anche ai singoli cittadini. “Ovviamente è costruita su più livelli. Ad esempio i cittadini non potranno accedere ai dati anagrafici secondo le norme della privacy, mentre gli uffici comunali sì” precisa Bartoli. “Chiunque però potrà vedere ad esempio quali sono le opere pubbliche in via di realizzazione, racconta di Giuseppe, secondo cui sarà possibile creare anche modelli tridimensionali dei musei permettendo dei virtual tour. Polizia locale, Vigili del fuoco, Protezione civile e tutte le forze dell’ordine poi potranno sfruttare il modello per controllare il territorio.

Verso il nuovo Pug

“Con l’elaborazione del gemello digitale siamo a buon punto – ha spiegato Bartoli – ma non c’è una data precisa riguardo al suo completamento. Probabilmente lo utilizzeremo da settembre quando si terranno confronti istituzionali con i portatori di interesse per la realizzazione del Piano urbanistico generale. In realtà la copia digitale di Urbino non ha una conclusione, ma è in divenire: l’inserimento dei dati è continuo perché segue l’evoluzione del territorio”. La realizzazione del digital twin terrà anche conto dell’eredità dell’architetto Giancarlo De Carlo, sottolinea di Giuseppe: “Non si può fare un nuovo piano senza considerare il Piano regolatore di De Carlo, il primo di Urbino realizzato nel 1990 e in vigore ancora adesso. È il punto di partenza”.

Sullo stato dei lavori del Pug l’assessore ha aggiunto: “Per ora abbiamo organizzato incontri propedeutici per poi procedere con i momenti di ascolto con tutti i portatori di interesse (la società civile: aziende, associazioni, cittadini delle frazioni ndr). Il Pug, richiesto da una legge regionale, sarà il risultato di un confronto assiduo tra tutte le parti”. Sarà articolato in due fasi: “È previsto un piano strategico e un piano operativo. Siamo all’inizio della prima fase. Il Pug è ancora un terreno inesplorato nelle Marche, è una novità per tutti sia dal punto di vista metodologico sia come impostazione di pensiero. Urbino è capofila di questa innovazione”.

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