Cuffie refrigeranti contro la perdita dei capelli da chemio, la raccolta fondi delle donne di Urbino

Laura RanocchiLaura Ranocchi
di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – “Per una donna perdere i capelli con la chemioterapia significa perdere la propria identità. Se riesci a preservarli invece, rimani tu, rimani Laura. Quando la gente ti vede in piazza non ti etichetta come una persona malata”. A Laura Ranocchi, parrucchiera, l’anno scorso è stato diagnosticato un carcinoma al seno e ha iniziato la chemioterapia nell’ospedale di Urbino. Non ha dovuto però rinunciare ai propri capelli: un macchinario, a cui sono collegate due cuffie refrigeranti per due pazienti, ne ha bloccato la caduta. Quel macchinario però si sta usurando e per comprarne uno nuovo l’associazione Donne delle contrade di Urbino Insieme in volo legate alla vita, di cui Laura fa parte fin dalla fondazione avvenuta nel 2015, ha avviato a settembre una raccolta fondi. L’obiettivo è raggiungere per metà novembre circa 55 mila euro, il prezzo del macchinario.

“Il freddo è tanto, ma ne vale la pena”

Le chemioterapie trasmettono molto calore al corpo. Questo provoca l’apertura dei bulbi dei peli e di conseguenza la caduta dei capelli. Le cuffie refrigeranti si indossano per tutta la durata della chemio e per contrastare l’effetto del calore. “La chemio è lunga tre, quattro, cinque ore: la cuffia, che ha una temperatura di tre gradi, si indossa mezz’ora prima dell’inizio e si tiene fino a mezz’ora dopo la fine. Sono tante ore ed è tanto anche il freddo. Ma ne vale la pena. Subito dopo la fine di tutte le cure si possono poi usare piastre e pinze, fare decolorazioni e tutto quello che si vuole” racconta Laura. Non c’è però solo il freddo da sopportare, che può provocare anche mal di testa e dolori alla cervicale. Durante tutto il periodo della terapia, diversi mesi, non ci si può lavare i capelli con l’acqua calda, usare il phon, tingersi o fare pieghe. L’uso della cuffia inoltre non è adatto a tutti: possono usufruirne, su indicazione del medico, le donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno, mentre in altri casi il freddo potrebbe impedire al farmaco di fare effetto contro la malattia. Laura ha condiviso la chemioterapia con un’altra ragazza: “Durante la terapia il freddo si fa sentire, ma in compagnia le ore ti passano. Entrambe abbiamo ancora tutti i capelli”.

Al via la raccolta fondi

Il macchinario con le cuffie refrigeranti a disposizione all’ospedale di Urbino è stato acquistato nel 2019 grazie a una raccolta fondi promossa dalle Donne delle Contrade. Se si dovesse rompere una parte, va sostituita l’intera macchina perché non sono disponibili pezzi di ricambio. Per questo ora si punta a raggiungere la cifra necessaria per comprarne una nuova. Le Donne delle Contrade, insieme all’associazione Andromeda, hanno distribuito in vari locali di Urbino diversi barattoli in cui chiunque può lasciare un’offerta. La richiesta di aiuto è rivolta anche alle aziende, dal momento che l’obiettivo – 55 mila euro – è considerevole. In precedenza l’associazione è riuscita, attraverso altre raccolte fondi, a comprare alcuni macchinari diagnostici, come quello per la mammografia.

I barattoli per le offerte per l'acquisto del macchinario con cuffie refrigeranti
I barattoli per le offerte per l’acquisto del macchinario con cuffie refrigeranti

Una pink room all’ospedale di Urbino

Tra le attività portate avanti dall’associazione, una Pink room nel reparto di oncologia all’ospedale di Urbino, che Laura descrive come un luogo con le pareti rosa in cui prendersi cura di se stesse: “Alcune estetiste si occupano di fare massaggi alle pazienti, di truccarle o di insegnare loro ad esempio come disegnare le sopracciglia. Senza sopracciglia il viso cambia. Sono servizi completamente gratuiti, che offrono un’oretta in cui rilassarsi. Quando sei lì non pensi alla malattia, ma pensi a te”. La Pink room è aperta una volta al mese perché le estetiste oncologiche non sono molte. Laura va a dare una mano ogni volta che può, anche per portare le parrucche a chi ne ha bisogno. Le Donne delle Contrade infatti si occupano di gestirne i prestiti: “C’è un bel giro, riusciamo ad accontentare più o meno tutte le donne”. L’associazione si ritrova tre o quattro volte all’anno per cucire insieme cuscini a forma di cuore che vengono donati alle donne dell’ospedale di Urbino operate al seno. Il cuscino va messo sotto il braccio per alleviare il dolore dovuto all’incisione chirurgica.

La Pink room all'ospedale di Urbino
La Pink room all’ospedale di Urbino

Appuntamento per il 4 ottobre

Le Donne delle Contrade danno appuntamento a tutti per domenica 4 ottobre, nel mese della prevenzione contro il tumore al seno. Alle 15:45 partirà da Piazza della Repubblica la Camminata rosa, che si svolgerà tra le vie della città ducale. Sarà anche l’occasione in cui comprare i ciclamini della solidarietà: le offerte contribuiranno all’acquisto del macchinario con caschi refrigeranti.

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