Ciao,
questa volta niente prove generali: si comincia.
Dopo il numero 0, Lo Strillone parte davvero: da oggi, ogni settimana, una selezione di notizie, segnali e storie per capire come stanno cambiando i media e l’editoria. A sceglierle, collegarle e dare loro contesto è la redazione del Ducato, in un progetto realizzato in collaborazione con Good Morning Italia.
IN SINTESI
- Big News
- Donald Trump ha vietato l’accesso alla Casa Bianca a Cnn, Ms Now e Politico; un giudice ha poi ripristinato temporaneamente gli accrediti e gli altri grandi network hanno protestato sospendendo il pool televisivo.
- Oltre i confini
- La Bbc prepara nuovi tagli a personale, programmi e servizi mentre tratta con il governo il futuro del suo finanziamento.
- Il rapporto tra editori e aziende di intelligenza artificiale si muove tra cause e accordi commerciali: negli Stati Uniti Seattle Times e Newsday hanno citato in giudizio OpenAI e Microsoft, mentre in India alcuni grandi gruppi editoriali hanno stretto intese con OpenAI.
- In Italia
- Giuseppe De Bellis passa da Sky alla direzione del Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor; Mario Sechi diventa direttore responsabile dell’Agenzia Dire.
- I giornalisti de La Notizia e di Reuters Italia hanno scioperato per due diverse vertenze legate a stipendi arretrati, esuberi e licenziamenti.
- Il dato
- 57 milioni di euro di aiuti straordinari al settore editoriale.
- Il punto del Ducato
- Christian Regis commenta la chiusura di Rai Scuola e il passaggio dei contenuti educativi su RaiPlay.
BIG NEWS
Stampa sgradita. Il 18 settembre il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il divieto di accesso alla Casa Bianca per Cnn, Ms Now e Politico, accusate di diffondere “fake news” e di raccontare in modo sistematicamente negativo la sua amministrazione (Ap). Dal 19 settembre i giornalisti delle tre testate sono stati respinti agli ingressi e i loro accrediti ritirati o disattivati (Cnn). Le organizzazioni hanno fatto causa e il 24 settembre il giudice federale Timothy Kelly ha ordinato il ripristino temporaneo dei pass per 14 giorni, ritenendo probabile che fossero stati revocati senza adeguato preavviso e senza dare alle testate la possibilità di contestare la decisione (Nbc). Il 29 settembre le tre testate hanno chiesto di prolungare la sospensione del divieto oltre l’8 ottobre, quando scade l’ordinanza (Cbs). La protesta si è allargata agli altri grandi network televisivi. Abc, Cbs, Nbc e Fox News hanno deciso di non sostituire Cnn nel sistema a rotazione con cui le cinque emittenti seguono gli eventi del presidente e condividono le immagini con gli altri media. Per alcuni giorni il pool televisivo della Casa Bianca ha quindi sospeso la produzione dei video degli eventi presidenziali (Cnbc).
- L’esclusione di Cnn, Ms Now e Politico è l’ultimo episodio dello scontro tra Trump e i media critici e segna un’ulteriore escalation: il presidente ha infatti collegato esplicitamente il bando al modo in cui le tre testate raccontano la sua amministrazione (Columbia Journalism Review).
OLTRE I CONFINI
Spirale di tagli. La Bbc prepara una nuova ondata di tagli nell’ambito di un piano da 500 milioni di sterline che potrebbe eliminare fino a 2 mila posti di lavoro: gli ultimi interventi riguardano i corrispondenti locali e Bbc Sport, mentre sono attesi tagli anche a programmi e servizi tv e radio (Guardian). Il sindacato dei giornalisti Nuj teme una “spirale senza via d’uscita”: meno risorse indeboliscono l’offerta, riducono il sostegno del pubblico e rendono ancora più difficile difendere il canone. La Bbc sta riducendo costi e servizi proprio mentre negozia con il governo il suo futuro modello di finanziamento. Oggi il servizio pubblico si regge soprattutto su un canone televisivo pagato direttamente dai cittadini; la Royal Charter, che ne definisce missione, governance e finanziamento, scade alla fine del 2027 e al momento non c’è ancora un accordo sul sistema che dovrà sostituire o integrare quello attuale (Deadline).
- La trattativa arriva dopo una fase di forte crisi interna: nel novembre 2025 si dimisero il direttore generale Tim Davie e la responsabile delle news Deborah Turness per le polemiche sul montaggio di un documentario dedicato a Trump (Reuters), una vicenda che si inseriva in una serie di controversie su imparzialità e standard editoriali (Ap).
Odi et amo. Il rapporto tra editori e aziende di intelligenza artificiale oscilla sempre più tra scontro e collaborazione. Il 4 settembre il Seattle Times e Newsday hanno fatto causa a OpenAI e Microsoft, accusandole di aver copiato senza autorizzazione i loro articoli, compresi quelli a pagamento, per addestrare e far funzionare i loro sistemi di intelligenza artificiale. Entrambe le testate, nel 2024, erano state selezionate per un programma sull’AI del Lenfest Institute finanziato da OpenAI e Microsoft (Reuters). Nel frattempo, OpenAI ha stretto accordi con due dei maggiori gruppi editoriali indiani, Bennett, Coleman & Co., editore del Times of India, e l’Indian Express Group: secondo stime non confermate riportate da Exchange4media, varrebbero rispettivamente circa 5 e 3 milioni di dollari l’anno. Il caso dell’Indian Express mostra quanto rapidamente possano cambiare le strategie degli editori: nel gennaio 2025 il gruppo, insieme ad altri editori indiani, aveva chiesto di intervenire nella causa contro OpenAI per il presunto uso illecito di contenuti protetti da copyright (Indian Express).
IN ITALIA
Cambi ai vertici. Giuseppe De Bellis lascerà Sky Italia per assumere dal 7 dicembre la direzione del Sole 24 Ore, di Radio 24 e dell’agenzia Radiocor (Il Post). Sul fronte delle agenzie di stampa, Mario Sechi è diventato il nuovo direttore responsabile della Dire, al posto di Nico Perrone (Dire). La nomina arriva in una fase ancora delicata per l’agenzia, alle prese da anni con difficoltà economiche, ristrutturazioni e vertenze (Charlie – Il Post); a settembre la redazione ha proclamato lo stato di agitazione per ritardi nel pagamento degli stipendi e ha chiesto garanzie sulla sostenibilità del percorso di risanamento (Dire).
Braccia incrociate. Il 24 e 25 settembre hanno scioperato i giornalisti de La Notizia: da mesi ricevono gli stipendi in ritardo e l’azienda ha prospettato esuberi o il passaggio al part-time per tutta la redazione (Lettera 43). I giornalisti di Reuters Italia si sono invece fermati il 22 settembre (Prima Online) e di nuovo il 1° ottobre contro la procedura di licenziamento di una collega (Fnsi).
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Sono i milioni di euro di aiuti straordinari all’editoria previsti per il 2026. Di questi, 45 milioni andranno agli editori, 10 alle edicole, 1,5 ai distributori e 500 mila euro ai punti vendita non esclusivi (Ansa). Ma gli interventi restano straordinari, mentre i problemi della filiera non lo sono: vendite in costante calo, costi in aumento e una rete di punti vendita che continua a ridursi. La Fieg convocherà un tavolo sulla crisi della filiera (Editoria.tv), mentre i sindacati degli edicolanti chiedono che gli aiuti diventino strutturali (Editoria.tv).
IL PUNTO DEL DUCATO
Christian Regis, giornalista della redazione del Ducato, spiega in un’analisi pubblicata sul nostro sito come la chiusura di Rai Scuola e il trasferimento dei suoi contenuti su RaiPlay riaprano il dibattito sul ruolo educativo e culturale del servizio pubblico.
Lo Strillone nasce nel laboratorio dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino ed è realizzata dalla redazione del Ducato in collaborazione con Good Morning Italia.
