La Madonna Albani resta a Urbino per altri sei mesi: è esposta al Collegio Raffaello

di MARCO FALLARA e FRANCESCO FLORIS

URBINO – La Madonna Albani attribuita a Federico Barocci rimarrà in esposizione a Urbino anche per i prossimi sei mesi, dopo aver passato l’estate a Palazzo Ducale per la mostra Da Barocci a Tiepolo. La tela sarà esposta, con ingresso completamente gratuito, al primo piano del Collegio Raffaello, nella sala Raffaello del Legato Albani, grazie a un accordo di prestito con il gruppo Bnl Bnp Paribas, proprietario del dipinto. La permanenza dell’opera è stata accolta con grande soddisfazione dal padrone di casa, il presidente del Legato Albani Giorgio Londei: “Dopo circa due secoli la Madonna Albani torna a casa sua”. Il sindaco di Urbino Maurizio Gambini ha invece sottolineato come “avere qui quest’opera è molto importante per la nostra città e per la nostra amministrazione”.

Giorgio Londei e la Madonna Albani

il legame con la famiglia Albani

Realizzata nei primi anni del ‘600 su commissione del senatore Orazio Albani, il dipinto condivide con la sede espositiva un legame che riporta alla famiglia di papa Clemente XI: il 21 gennaio 1838, con atto notarile, la famiglia Albani destinò l’edificio del Collegio Raffaello alla città di Urbino affinché fosse impiegato per sostenere la formazione degli studenti e la promozione dell’arte. Come ha spiegato il direttore della Rete Museale Marche Nord, Luca Baroni “oggi si ricuce un legame con l’edificio voluto dagli Albani e il loro quadro più importante, nonostante le critiche e le perplessità” sulla sua attribuzione. Secondo il direttore della Galleria nazionale delle Marche, Luigi Gallo, sarebbe opera della bottega del Barocci e non della sua mano.  

Il viaggio del quadro

Dopo essere stata presentata per la prima volta a Bologna nel 1975, l’opera fu acquistata nel 1985 dal gruppo Bnl su intuizione dello storico dell’arte Andrea Emiliani, che agì per vincolarla ed evitarne la dispersione sul mercato collezionistico. Rimasta per decenni nei caveau dell’istituto di credito ed esposta tra dicembre 2025 e giugno 2026 a Palazzo Madama a Roma, l’opera è giunta a Urbino prima per una mostra estiva e ora per questo soggiorno prolungato.

Londei ha ripercorso le origini della trattativa con il Ministero e Bnl, ricordando che “soltanto otto mesi fa ho letto la notizia dell’esposizione al Senato”, spingendo l’amministrazione locale a recarsi a Roma per richiederne il prestito. Un traguardo tutt’altro che scontato, come confermato dal sindaco Gambini: “Quando siamo stati nella capitale per la concessione di quest’opera non speravamo neanche di poterla portare a casa”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi