di EMANUELE DONATI
URBINO – Camminare sul filo sottile che separa l’infinitamente piccolo dall’infinitamente grande, mantenendo la rotta tra il rigore della ricerca e la meraviglia della divulgazione. È questa la traiettoria di Guido Tonelli, fisico di fama internazionale e tra i padri della scoperta del bosone di Higgs al Cern di Ginevra nel 2012. Al Festival del giornalismo culturale, lo scienziato sale sul palco con una lectio inedita dedicata ai confini della conoscenza, guidando il pubblico in un viaggio tra ciò che conosciamo e i grandi misteri ancora irrisolti del cosmo.
Quanto è difficile tradurre concetti così complessi per un pubblico di non specialisti?
Tradurre concetti astratti come la materia oscura (di cui Tonelli parla nel suo libro Materia – La magnifica illusione) richiede un’acrobazia linguistica non da poco: è come stare su un crinale. Senza le formule matematiche devi ricorrere alle metafore e al linguaggio comune, e il rischio è doppio: da un lato non farsi capire, dall’altro banalizzare la scienza. L’obiettivo è avvicinare le persone alla bellezza della fisica contemporanea, permettendo loro di cogliere la grandiosità di questi meccanismi. Capisci che l’operazione è riuscita quando ricevi l’affetto dei lettori di ogni età o il conforto dei colleghi, che non mi hanno mai contestato imprecisioni concettuali.
Nel panorama della ricerca globale, quanto contano ancora le grandi tradizioni scientifiche?
La scuola è la trasmissione di un approccio verso il sapere, è un meccanismo in cui l’esperienza accumulata dalle generazioni precedenti si concentra nei giovani. In questo contesto, l’Italia vanta una tradizione prestigiosa nella fisica delle alte energie, un filo conduttore storico che va da Enrico Fermi e Guglielmo Marconi fino ai premi Nobel Carlo Rubbia e Giorgio Parisi.
Il Ducato speciale Fgcult 2026
Quali sono oggi le principali sfide e i confini ancora da superare per la fisica moderna?
La vera “madre di tutte le sfide” rimane la gravità quantistica. Sebbene la fisica domini quantisticamente l’elettromagnetismo e le forze nucleari, la gravità resta paradossalmente l’unica forza non compresa a livello quantistico. È imbarazzante. Comprenderla ci aprirebbe nuove prospettive sul cosmo e potrebbe generare tecnologie oggi inimmaginabili. Anche lo stesso bosone di Higgs – la particella scalare di 125 GeV (pari a 125 miliardi di elettronvolt) individuata nel 2012 – rappresenta un portale verso il futuro: studiare la sua stabilità potrebbe rivelare particelle protettive o la natura composita dell’Higgs stesso.
Oltre allo scienziato c’è l’uomo: cosa comporta vivere al margine del noto e cosa ci sarebbe stato nel suo futuro se non avesse scelto la fisica?
Far parte di questa pattuglia di esploratori è un enorme privilegio, ma c’è una trappola: la passione può trasformarsi in un’ossessione che fa dimenticare il resto della vita. Se non avessi fatto il fisico, da ragazzo avevo la passione per l’architettura. Ho sempre ammirato chi sa costruire mettendo la bellezza dentro ciò che realizza.




