di MARCO FALLARA e NICOLE CIOTTI
URBINO – È il punto panoramico più bello sulla città ducale quello dalla Fortezza Albornoz. I primi curiosi passeggiano già per il nuovo sentiero che la collega direttamente alla zona degli oratori di via Barocci: sono infatti conclusi i lavori al percorso pedonale, iniziati nel settembre 2023. Il parco della Resistenza si dota così di una terza via d’accesso, che si aggiunge all’ingresso principale di via dei Maceri e alla scalinata da viale Buozzi.
Il percorso non è stato però ancora inaugurato: sarà fatto “nelle prime settimane dell’anno nuovo – spiega al Ducato il sindaco Maurizio Gambini – dopo la messa in sicurezza definitiva”. Se la passeggiata è infatti già accessibile per i cittadini e i turisti che la vogliono percorrere, per la conclusione di tutti i lavori si dovrà però ancora aspettare. L’opera più evidente da completare è quella di ripristino della vegetazione che prima copriva il fianco della collina.
Il versante dove è stato realizzato il sentiero appare infatti ad oggi nudo: oltre all’evidenza stagionale – gli alberi sono spogli in inverno – ad un’analisi visiva è evidente il taglio massiccio della vegetazione del fianco della collina, nel rispetto tuttavia delle specie tutelate, specifica Gambini.
Gambini ha spiegato che è prevista la reintroduzione di una serie di arbusti e alberi da frutto, che saranno impiantati in primavera. Nel frattempo, verrà avviato un progetto di idrosemina per evitare l’erosione del terreno. La volontà principale è quella di mantenere una vista panoramica privilegiata sul centro storico della città e su Palazzo Ducale, ottenuta appunto dalla rimozione delle piante più alte: “La pulizia del versante è stato forse il lavoro più bello, per come la vedo io, perché ovviamente quella è una parte della città che non era né vissuta né vista” dice il sindaco.
Il Ducato ha poi chiesto a Piergiorgio Ciarlantini, professionista della gestione forestale, se l’avere una superficie ripida come quella priva di verde possa rappresentare una criticità. “Spero che le compensazioni previste siano effettuate il prima possibile, in quanto il versante attualmente è di fatto nudo” spiega Ciarlantini. “Sarebbe preferibile piantare da subito in autunno o dopo i lavori”. Aggiunge poi che “per mantenere una stabilità del terreno servirà un numero alto e diffuso di nuove piante”.

Un altro dubbio espresso dal professionista riguarda l’eventuale futura difficoltà nel posare le piante in primavera, dato che per evitare la possibile erosione della scarpata sono state lasciate le radici di quelle tagliate che germoglieranno proprio in quel periodo. “Se viene attuata l’idrosemina unita al mantenimento delle ceppe non dovrebbero presentarsi problemi di frane, salvo grosse bombe d’acqua”, conclude l’esperto.




