di LUCA BAGNARIOL
URBINO – A due anni di distanza dal decreto che ha inciso sulla pietra lo status di Urbino come capoluogo di provincia, la città ducale è ancora priva degli uffici provinciali che le erano stati promessi. Un accordo sul tema tra il presidente della Provincia Giuseppe Paolini e il sindaco Maurizio Gambini, in realtà, era già stato raggiunto poche settimane dopo l’approvazione del decreto da parte del Governo Meloni. L’idea era quella di sfruttare la sala Serpieri nel Collegio Raffaello per ospitare a turno i tecnici della viabilità, i dipendenti provinciali e lo stesso Paolini, con l’obiettivo di portare i servizi agli abitanti dell’entroterra. Paolini aveva fissato ad aprile 2024 l’avvio dell’ufficio, ma da quel momento non si è saputo più nulla a riguardo. Gambini anzi rilancia: vuole portare la sede primaria dell’ente provinciale a Urbino o chiedere di creare una “provincia ducale” autonoma. E annuncia un Consiglio comunale a tema.
Paolini: “C’era l’accordo per la sala al Collegio”
Il presidente Paolini ha spiegato la situazione al Ducato: “Io avevo pensato di fare un ufficio vicino alla sala Serpieri, dove io sarei stato il lunedì come presidente e dove si sarebbero alternati in settimana i vari uffici: dall’Ambiente, alla Viabilità all’Edilizia scolastica. C’era un accordo verbale poi, nel momento che Urbino è diventata capoluogo ufficialmente — anche se nella mente di tutti noi era capoluogo comunque da sempre, specialmente per me che vengo dall’entroterra — queste stanze non mi sono state più date. Anzi, mi è stato detto che si sarebbe dovuta spostare ad Urbino la sede della Provincia”.
Gambini: “Sede primaria della Provincia a Urbino, al centro del territorio”
Sull’accordo saltato con il presidente Paolini, sentito dal Ducato, Gambini spiega: “Non è stato mandato avanti perché noi non abbiamo bisogno di un ufficio di rappresentanza dove far venire il presidente qualche volta a settimana. Noi vogliamo la sede della Provincia. Noi siamo capoluogo di provincia e la sede della Provincia deve essere messa al centro, non a Pesaro”.
Sulla possibilità di una doppia sede, sul modello della provincia di Forlì-Cesena, Gambini precisa: “La doppia sede andrebbe anche bene, però la sede primaria deve essere a Urbino. Perché nel decreto nella legge si specifica che c’è bisogno di un’accordo tra le due città capoluogo per stabilire le sedi istituzionali: la sede della Provincia, la sede della Prefettura e della Questura. Ancora non se n’è parlato perché chiaramente Pesaro cerca di tenersi tutto. Non tutto deve venire ad Urbino, ad esempio la Prefettura che ha sede a Palazzo Ducale a Pesaro. La sede della Provincia mi sembra la scelta più logica perché, rispetto ai servizi che deve erogare, Urbino è centrale per il territorio provinciale. Di questo avevo parlato anche con il ministro degli interni Matteo Piantedosi“.
“Presto un Consiglio comunale a tema”
Gambini ha rivelato al Ducato che oggi convocherà un Consiglio comunale a tema sulla questione della sede della Provincia. “Io non ho voluto forzare la mano ma bisogna che andiamo avanti. L’alternativa è che Urbino chiederà di diventare provincia autonoma, perché la circoscrizione di Urbino può essere tranquillamente una provincia. Questa sarebbe l’extrema ratio in caso di resistenze da parte della Provincia e della città di Pesaro, perché è stabilito proprio nella legge, non è che lo dice Gambini”.




