di CHRISTIAN REGIS
URBINO – Nove morti in più nelle Marche nel 2025 rispetto al 2024 (31 contro 22), è quanto emerge dalle statistiche Inail sulla sicurezza sul lavoro. I dati complessivi riferiti all’anno appena trascorso raccontano di decessi e infortuni in crescita, anche nella provincia di Pesaro e Urbino che ha fatto registrare 6 morti sul lavoro, erano stati 5 nell’anno precedente. Anche gli infortuni vedono un aumento: nelle Marche il numero complessivo di denunce ha raggiunto quota 16.889, contro i 16.676 del 2024 (+1,2%); la provincia di Pesaro e Urbino arriva a coprire da sola il 24,02% degli infortuni totali verificatisi, passando dai 3.953 casi del 2024 ai 4.057 attuali, con un incremento percentuale del 2,63%. In tutta la regione a subire più infortuni sono gli uomini italiani rispetto alle altre categorie.
Spostando l’analisi sui comparti produttivi della provincia, il settore manifatturiero emerge come il più critico, con il distretto della fabbricazione di mobili che occupa il primo posto per numero di infortuni, registrando 445 casi. Seguono tra gli altri, con un distacco netto, le industrie alimentari con 172 episodi e il comparto della fabbricazione di prodotti in metallo, che ha fatto segnare 156 denunce.
Concentrandosi sulla componente straniera della forza lavoro, i dati rivelano come il fenomeno colpisca diverse comunità radicate sul territorio. Tra queste, la nazionalità che registra il maggior numero di lavoratori infortunati è quella albanese, con 116 casi, seguita a breve distanza dalla comunità rumena con 110 infortuni. A chiudere il podio delle nazionalità estere più colpite è il Marocco, che fa segnare 89 episodi di infortunio.
Gli infortuni a livello regionale
Nel resto delle Marche, Ancona è la provincia con più infortuni con 5.750 casi, segue, appunto Pesaro e Urbino con 4.057, Macerata con 3.545, Ascoli con 2.221 e chiude la provincia di Fermo con 1.316. Se si guarda invece alle morti bianche la classifica si modifica: la provincia dove si registrano più morti è Macerata con 11 casi su 32 totali. Seguono Pesaro e Urbino con 6, Ancona e Ascoli con 5 decessi e chiude Fermo con 4 morti.
L’appello della Cgil
“La situazione è sempre più preoccupante – dichiara Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil
Marche -. Si continua a non volere vedere che nella regione, anche se aumentano gli occupati, il
lavoro continua ad essere insicuro, tanto che le persone muoiono, s’infortunano e si ammalano.
Chiediamo che la regione convochi subito un tavolo di lavoro permanente”. Questi numeri, dietro i
quali si celano le vite di uomini e donne, chiude Longhin, “ci dicono che il tema della sicurezza sul
lavoro non suscita sufficiente indignazione, anche da parte della politica. Per la Cgil, tutto questo è
inaccettabile, urge agire subito tramite interventi strutturali, a partire da più controlli e ispezioni.
Con queste cifre, servono risposte all’altezza”.




