di CARLA DELLE VEDOVE e ELISA MATTA
URBINO – Domenica 22 e lunedì 23 marzo si vota per il referendum sulla separazione delle carriere nella magistratura. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì.
Il referendum propone una modifica di sei articoli della Costituzione. I punti cruciali sono tre: separazione delle carriere, formazione di due Consigli superiori della magistratura e creazione della Alta Corte disciplinare. Essendo un referendum confermativo non è previsto il quorum: il risultato sarà valido qualunque sia l’affluenza.
Le ragioni del sì e del no
La sostituta procuratrice di Pesaro Anna Gallucci, 44 anni, ha spiegato al Ducato perché votare sì, mentre l’avvocato urbinate Marcello Fagioli, 70 anni, ha motivato il suo no alla riforma.
Separazione delle carriere
Gallucci: Ruoli più definiti renderanno la magistratura più autorevole e beneficeranno il cittadino attraverso una netta divaricazione tra chi giudica e chi accusa. I pm e i giudici non si valuterebbero a vicenda nello stesso organo di autogoverno e le decisioni dei giudici sarebbero percepite dai cittadini come più neutre. Il pm, che fa un mestiere diverso da quello del giudice, potrà essere disciplinato attraverso regole più specifiche. Le norme dettate per il pm possono non valere per il giudice.
Fagioli: Non sono totalmente contrario, ma ritengo non sia necessaria una riforma costituzionale. La Costituzione non prevede né carriere uniche né carriere separate, ma l’unità della giurisdizione. Il referendum non separerebbe le carriere, ma la magistratura.
Sorteggio
Gallucci: È l’unico metodo trasparente che spezza definitivamente il legame che c’è tra eletto ed elettore all’interno del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che influenza anche i consiglieri più bravi e meritevoli perché le correnti agiscono come veri e propri partiti, con campagne elettorali.
Fagioli: Il sorteggio nel Csm è offensivo nei confronti della magistratura. A nessun magistrato sarà più consentito eleggere le persone che ritiene abbiano le competenze, attitudini e volontà necessarie per il ruolo. Il problema delle correnti si risolve con più controlli al sistema elettorale dei membri del Csm.
Alta Corte disciplinare
Gallucci: Consente di giudicare i magistrati in modo terzo e quindi più oggettivo. È un organo diverso dal Csm che speriamo possa consentire di punire chi sbaglia e di non punire chi non sbaglia, perché sono due aspetti della stessa medaglia.
Fagioli: L’Alta Corte disciplinare è un giudice speciale in contrasto con l’articolo 102 della Costituzione. Ha uno scopo intimidatorio nei confronti dei magistrati. È stata sottratta la funzione disciplinare al Csm e data all’Alta corte, ma il potere del Csm di garantire l’inamovibilità dei magistrati è rimasto immutato: una contraddizione superabile solo davanti alla Corte Costituzionale. Hanno fatto le cose in fretta e male, ad esempio le sentenze dell’Alta Corte si potranno impugnare soltanto davanti alla stessa Corte, non più in Cassazione come avviene per tutti i cittadini e anche questo è incostituzionale.




