Urbino, università e immigrazione un argine contro il calo demografico

di LUCA BAGNARIOL e GIACOMO CECCOLINI

URBINO – Studenti e immigrati come ultimo argine per contrastare lo spopolamento di Urbino. Questo il quadro che emerge osservando i dati demografici, uno degli strumenti più utili per capire i cambiamenti che stanno interessando la nostra città. La bilancia demografica pubblicata mensilmente dall’Istituto italiano di statistica (Istat) fotografa il ruolo fondamentale dell’immigrazione dall’estero nel contrastare il calo demografico.

Ad Urbino, le  nascite calano di anno in anno – 66 nel 2025, quasi la metà rispetto alle 110 dell’anno precedente -, con un saldo naturale – differenza tra nati e morti – negativo dal 2019. In questo contesto, il saldo migratorio con l’estero – differenza tra immigrati e emigrati all’estero – rappresenta l’unica voce statistica in cui la città fa segnare un risultato positivo.

Un trend che prosegue dal 2019 e che nel 2025 ha toccato il risultato migliore con un +115, frutto di 162 arrivi e 47 partenze. Accanto agli immigrati, gli studenti dell’Università giocano da anni un ruolo fondamentale nell’animare la città, storicamente legata al suo ateneo. Nel 2018 si è concretizzato il sorpasso del numero degli iscritti a Uniurb sulla popolazione residente, segno di una città a misura di studente: 14.716 studenti, 14.188 residenti, le cifre di quell’anno.

Il dato ha poi trovato il suo picco nel periodo del Covid, anche per l’introduzione della didattica a distanza, ed è quindi andato scemando negli ultimi anni, fino al controsorpasso dei residenti nel 2025 – 13.867 contro 13.778 -.

A chi sceglie Urbino come sua nuova casa si contrappone chi decide di lasciarla. Come testimoniano i dati Istat e il rapporto dell’Anagrafe italiani residenti all’estero, decine di urbinati ogni anno spostano la loro residenza. Argentina, Regno Unito e Svizzera sono nell’ordine le mete storicamente più scelte dai marchigiani emigrati fuori dal nostro Paese. Ad attrarre sono sia i legami familiari che le opportunità lavorative offerte dalle altre nazioni.

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