Elezioni, Crespini: “Gambini ha impoverito Urbino. Noi alternativa al centro. Riceci? Discariche da chiudere”

La candidata a sindaco di Urbino Francesca Crespini
di ANDREA BOCCHINI

URBINO – Maria Francesca Crespini, candidata sindaco con la lista civica Futura alle prossime elezioni amministrative dell’8 e il 9 giugno 2024, è convinta di avere ottime chance di vittoria, o almeno di arrivare al ballottaggio. Ex assessora e vicesindaca nella prima giunta Gambini, 63 anni, laureata in Scienze geologiche e docente di scienze matematiche e fisiche all’Itis Mattei di Urbino, si propone come alternativa al centrodestra, guidato da Maurizio Gambini che correrà per il terzo mandato, e la coalizione di centrosinistra che appoggia Federico Scaramucci. tra i temi, nel suo programma “fortemente cittadino”, spicca il no alla discarica di Riceci, politiche anti spopolamento e dialogo costante con l’Ateneo. Urbino capoluogo? “Non basta la carta, occorre lottare per difendere la nostra città”.

Crespini cos’è che non funziona nell’attuale amministrazione Gambini?

Non vorrei essere super critica. Ma che qualcosa non funziona è palese. Gli ultimi dati diffusi dalla Cna sono allarmanti. C’è un tracollo. Qui la situazione è drammatica perché non c’è stata un’idea di sviluppo della città e non si è lavorato per nulla sulla cultura. E il turismo? Per fortuna c’è il Palazzo Ducale, senza quello non ci sarebbe davvero nulla. L’amministrazione Gambini ha depauperato le casse del Comune di Urbino.

Impoverito? Come?

Nel 2015, il sindaco Gambini ha venduto le quote di Marche multiservizi incassando circa un milione e 300 mila euro. Ma al di la di questo ha fatto una permuta con la sede dell’ex Megas, in via Sasso, per circa 996mila euro. Ha acquisito quel mostro decadente che sta lì da trent’anni e che, dopo nove anni è ancora lì, incompiuta. Ha comprato poi altre cose che non fanno rendita e sono un peso per la città. Acquista e poi dice “si vedrà”, senza dei progetti ben chiari. Vedi anche la Osca e la fornace Volponi.

Perché la sua lista si propone come alternativa?

Siamo una lista trasversale che guarda al centro. La nostra forza è che siamo civici e una volta che c’è un progetto condiviso non abbiamo (a differenza delle altre coalizioni) qualcuno alle spalle che ci dice ‘guarda questo non si può fare perché non mi sta bene’.

Si spieghi meglio

Sono i cittadini a garantire da sempre il controllo dell’operato dell’amministrazione. E fino a oggi non c’è mai stata una voce fuori dal coro. Ecco noi siamo la vera voce civica, cioè cittadini che si mettono in gioco. A differenza degli altri non abbiamo bisogno della politica per vivere. C’è chi fa il medico, chi il professore e chi l’impiegato.

Crede di avere possibilità di vincere?

Abbiamo buonissime chance di vittoria.

Perché?

Ha visto la composizione elettorale attuale? Da una parte le destre che hanno sostenuto le deleterie amministrazioni Gambini e dall’altra c’è uno schieramento schiacciato su rapporti prettamente partitici che va a limitare le possibilità di scelta degli elettori. E il rischio è che si comprima il voto aumentando l’astensionismo. Futura, invece, rappresenta uno spazio di partecipazione e costituisce un’opportunità e uno stimolo per tutti coloro che non sono attratti dalle altre forze in campo.

Crede di arrivare al ballottaggio?

Sì, ci credo fortemente.

E se non dovesse arrivarci?

Beh, allora convocherò tutti i miei e, attorno a un tavolo, li farò decidere liberamente da che parte stare. Ma le ripeto, il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio. Noi non vogliamo per forza andare al governo. Per il post elezioni potremo lasciare i cittadini liberi di fare quello che vogliono. La fiducia ce la devono dare adesso.

Ci può anticipare alcuni nomi della sua lista?

No, la presentazione ufficiale avverrà venerdì 5 aprile a Canavaccio. Ma vi posso dire che sono persone credibili e competenti in vari settori: sanità, economia, istruzione. La maggioranza è donna e poi ci sono molti giovani perché puntiamo sulle politiche giovani. Loro sono il futuro.

Questione discarica di Riceci: cosa ne pensa?

L’ambiente per noi non è negoziabile e le discariche vanno chiuse. Riceci è una battaglia come lo è anche la variante di Santo Stefano di Gaifa dove il sindaco vuole costruirci sopra. Sa cosa significa Gaifa in longobardo? Terra di nessuno e quindi di tutti. È un’are dal grande valore.

Quindi per la discarica cosa farà?

Occorre fare una raccolta dei rifiuti porta a porta spinta al 100% oltre ad una raccolta differenziate. In un momento in cui l’Europa su questo tema è avanti non ha senso costruire una discarica.

E con l’Università, come si comporterà?

Con l’Ateneo, l’Accademia, l’Isia, bisogna fare rete. Occorre sedersi a un tavolo e adottare una strategia comune attraverso un progetto serio. E in questo le università hanno competenze per farlo. Non penso che un buon amministratore debba fare grandi opere, ma occorre solamente un coordinamento. Si parla addirittura di mettere in vendita l’ex monastero di Santa Chiara, invece di potenziarlo con l’Isia. E quersta rischia di finire a Pesaro, cosa da fuori di testa! Le nostre strutture universitarie sono delle ricchezze enormi e sono di aiuto per il comune.

Problema delle botteghe dei commercianti chiuse, cosa intende fare?

Non ho una bacchetta magica. Ma partirei da un tavolo di proposte con i proprietari e i commercianti della città.

Cioè?

Sgravi fiscali, sconto affitti, e siccome il comune ha vari locali deve ridare quelli in modo da ricreare l’artigianato e ricreare delle nuove start up. Parliamo di nuove cose creative. Faremo un assessorato alla Creatività in modo che studi questa cosa.

E sullo status di capoluogo?

Eravamo già nelle targhe PU e non basta avere solo la carta che attesti che siamo capoluogo. Il problema è saper difendere le strutture che abbiamo in città: la Camera di commercio, la Prefettura, il Tribunale, l’Agenzia delle entrate, l’ospedale. Bisogna avere la forza politica e crederci, no avere vincoli politici

Vincoli politici?

Noi non li abbiamo e questo è un altro motivo in più per votare dei cittadini che non hanno le briglie dei partiti. Noi siamo battaglieri per mantenere le cose qui a Urbino.

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