Messa e spritz, torna l’apericena in chiesa a Urbino. “Occasione per unire i giovani”

L'aperitivo alla chiesa di San Domenico a Urbino
di GIACOMO CECCOLINI E CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – All’ingresso della chiesa di San Domenico di Urbino c’è un tavolo apparecchiato con pizzette, tramezzini e dolci. A fianco alcune caraffe e una lampada led che ritrae la scritta “spritz”. Dalla navata arriva il riverbero delle parole di padre Andrea Ricatti, impegnato nell’omelia per la messa dell’inaugurazione dell’Anno accademico. Sulle sedie lo ascoltano alcune decine di giovani studenti. Dopo l'”andate in pace” li attende l’apericena. Da circa tre anni si svolge l’iniziativa di quello che è ormai conosciuto come il frate dello “spritz dopo la messa”, che unisce i momenti di preghiera a quelli di convivialità. L’idea, diventata nota a livello nazionale, è stata al centro di alcune discussioni, ma “le critiche non sono mai arrivate dai ragazzi”, dice al Ducato

Le parola di padre Andrea Ricatti

L’iniziativa l’anno scorso ha ricevuto una grande attenzione mediatica dopo che la locandina è diventata virale sui social: “L’idea è sempre stata quella di unire la messa con un momento di fraternità”. Il parroco si ritiene soddisfatto della partecipazione dei giovani: “In media partecipano tra i 50 e 60 ragazzi”. Alla prima messa dell’anno scorso si sono presentate circa 200 persone, molte delle quali spinti dalla curiosità. Per far conoscere ai nuovi studenti la parrocchia universitaria sono già state organizzate diverse iniziative come il giro per Urbino – dedicato alle matricole per far conoscere loro la città – , l’Oktoberfest e la KaraPoke, serata che unisce il karaoke e la poké, cibo in voga tra i ragazzi.

Alla messa di inizio anno accademico ha partecipato anche il rettore Giorgio Calcagnini: “È un momento di incontro tra una comunità accademica più ampia e una comunità che si ispira a riferimenti religiosi. L’obiettivo comune è di stare insieme, formarsi e dare un contributo positivo alla società del futuro”.

L'aperitivo alla chiesa di San Domenico a Urbino

“È più bello condividere il cammino con dei fratelli”

Valentina e Ilaria vivono a Urbino da circa due settimane e studiano Pedagogia e servizio sociale. Si sono conosciute anni fa a un incontro di formazione per ragazzi cattolici ad Assisi e da allora sono diventate amiche. Trasferitesi da poco, sono “alla ricerca di una comunità” e hanno bisogno di “stare in gruppo”, raccontano. “Coltivo la fede in modo individuale, ma penso – ha detto Valentina – che sia più bello condividere il cammino con dei fratelli. Dio lo trovi ovunque, anche la sera al giovedì universitario e nei posti che sembrano abbandonati”. Ilaria prima di arrivare a Urbino viveva a L’Aquila, dove faticava ad avere occasioni di socialità. Iniziative come quella di padre Andrea Ricatti sono quindi per lei “importanti momenti di compagnia”. 

Alessandro invece è iscritto al primo anno di psicologia e frequenta abitualmente la chiesa. “Andare a messa – racconta – è sempre un momento in cui posso trovare pace. Posso confrontarmi con persone che la pensano come me, imparare qualcosa e portarlo nella vita di tutti i giorni”.

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