di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – Doccia fredda per i 29 comuni esclusi dall’elenco dei montani. In Consiglio regionale la maggioranza ha bocciato la mozione presentata dai consiglieri di opposizione sul tema. Nello specifico è stato respinto l’emendamento con cui il centrosinistra chiedeva di sostenere l’appello dei 29 sindaci – di diversi colori politici – non in lista, che hanno presenziato al Consiglio regionale capitanati dal sindaco di Urbino Maurizio Gambini (centrodestra). Quest’ultimo al termine del Consiglio come risposta ha sventolato la fascia tricolore appellandosi ai consiglieri regionali: “Ricordatevi di questa. Io sono deluso come tutti. Questa battaglia la vinciamo se continuiamo a rimanere uniti come sindaci. I margini per delle modifiche in Conferenza delle Regioni ci sono, il ministro me l’ha confermato ma ci deve essere l’invarianza, che però non è possibile”. Secondo la clausola dell’invarianza finanziaria non ci possono essere ulteriori oneri a carico della finanza pubblica: invece per modificare l’elenco dei comuni montani per far rientrare i 29 esclusi, oltre agli altri di tutta l’Italia non in elenco, sarebbe necessaria una maggiore spesa pubblica oppure si dovrebbero escludere altri territori già classificati come montani.
Prossimamente i sindaci decideranno se fare una manifestazione a Roma. Gambini ha spiegato: “Io sono per chiedere un incontro al governo prima di farla, perché devono dirci se ci sono delle soluzioni. La faremo se non ci sono aperture”. Intanto i primi cittadini si stanno già organizzando per fare ricorso al Tar del Lazio contro il Dpcm che definisce l’elenco dei comuni montani.
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha affermato: “Ora occorre parlare in Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e in Conferenza delle Regioni, perché va trovato un accordo per creare una maggioranza utile a rivedere i criteri. Dobbiamo ricominciare a trattare nelle sedi istituzionali competenti per creare una nuova sintesi e, se ci sarà, proporla al governo. Al criterio di definizione montana il governo aggiungerà un criterio che secondo me è oggettivo, ossia il dato socioeconomico”. Un percorso che richiederà tempi molto lunghi ed esiti incerti e che mantiene i comuni esclusi ancora con il fiato sospeso.
A fianco degli esclusi
A margine dei lavori in aula, l’opposizione ha incontrato i 29 sindaci, che erano “molto delusi per il mancato voto della maggioranza sul nostro atto”, racconta la consigliera regionale del Pd Micaela Vitri al Ducato. “Sconcerta il fatto – afferma Vitri – che oggi la maggioranza di Acquaroli abbia votato contro l’atto proposto dai gruppi di minoranza, che chiedeva di condividere il documento congiunto dei 29 sindaci e far proprie le loro richieste formali e urgenti. Come hanno evidenziato molti di loro. È grave che nonostante la legge penalizzi fortemente il mondo agricolo, non si stiano battendo né l’assessore regionale competente, né il presidente della Commissione Agricoltura, il parlamentare Mirco Carloni che è proprio della nostra provincia”.
Nel frattempo il presidente di Uncem (Unione nazionali comuni comunità enti montani) Marche Giuseppe Amici ha convocato il Consiglio della Delegazione regionale lunedì 16 marzo ad Ancona per definire strategie e azioni sui comuni marchigiani esclusi dai montani. Saranno presenti i sindaci esclusi sia appartenenti alle unioni montane sia quelli non appartenenti, oltre al presidente di Uncem nazionale Marco Bussone. Anche il segretario Cisl Marche Marco Ferracuti chiede che la Regione intervenga subito: “Questa vicenda dimostra che manca ancora una strategia organica per rilanciare e ripopolare le terre dell’Appennino, che hanno caratteristiche strutturali, storiche, sociali, culturali ed economiche del tutto peculiari. Il problema non è soltanto mantenere una classificazione amministrativa, ma decidere se vogliamo davvero che la montagna marchigiana continui a vivere”.




