Flop assunzioni al Pronto soccorso di Urbino: arriverà un solo medico (forse)

di LUCA BAGNARIOL

URBINO – “L’obiettivo, tramite questo ciclo di bandi di concorso, è di arrivare a una risoluzione definitiva del problema per la primavera del 2026”. Così aveva detto al Ducato il direttore dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro Urbino Alberto Carelli, commentando la crisi per la carenza di personale del Pronto soccorso dell’Ospedale di Urbino. Maledetta primavera, verrebbe da dire, osservando i risultati del primo bando per posti a tempo determinato pubblicato dall’Ast, di cui si attendeva l’esito dal 19 novembre 2025. Nella determina pubblicata il 10 marzo, l’azienda comunica che è stato assunto un solo medico, con contratto a tempo determinato della durata di sei mesi, senza neanche specificare se verrà indirizzato alla struttura urbinate, che ad oggi può contare su un unico medico strutturato e uno specializzando nel reparto.

Mentre ad Ancona l’assessore alla Sanità della Regione Marche Paolo Calcinaro annuncia un aumento di stipendio per i medici dei Pronto soccorso regionali tra i 1500 e i 2000 euro lordi l’anno, Urbino vede fallire il primo provvedimento preso dall’Ast per cercare di arginare la crisi di una struttura sanitaria fondamentale per tutto l’entroterra.

Alla fine ne rimase uno

Il testo della determina permette di ricostruire il percorso che ha portato a questo esito sfortunato per la città di Urbino. Come si può leggere nella parte del documento istruttorio, al bando per i posti a tempo determinato rispondono quattro medici, ma solo in tre si presentano ai colloqui: una specializzanda e due medici, di cui uno recentemente assunto dall’Ospedale di Pergola.

Le carenze di personale nella struttura di Pergola impediscono il trasferimento a Urbino: ecco il motivo per cui si procede con una sola assunzione. In nessuna parte della determina, però, viene specificato che il nuovo assunto verrà assegnato al Pronto soccorso di Urbino. Una specifica dovuta, visto che il direttore Carelli aveva garantito al Ducato che – pur non potendolo specificare nei bandi che devono sempre fare riferimento alla provincia – i vincitori sarebbero stati indirizzati al Pronto soccorso urbinate. Il destino della specializzanda, invece, non viene specificato all’interno del testo.

L’emergenza d’ottobre e le richieste dell’Entroterra

L’allarme al Pronto soccorso scatta a metà ottobre 2025, quando si viene a sapere che dei quattro medici strutturati, uno lascerà la struttura a novembre mentre altri due rassegneranno le dimissioni. Carelli si muove in prima persona per rassicurare la popolazione dell’entroterra – visto il coinvolgimento di un Pronto soccorso che serve quasi 80000 persone – spiegando che la situazione non avrebbe portato a dei turni scoperti o all’interruzione di servizio. Nessuna emergenza, dunque: l’utilizzo dei medici gettonisti – consentito fino al 31 luglio 2026- e il mantenimento in servizio dei due dimissionari fino a marzo avrebbero dato il tempo necessario all’Ast di assumere nuovo personale per il Pronto soccorso.

Il 19 novembre, la determina numero 1471 dell’Ast di Pesaro Urbino dà il via al bando di assunzione per sei posti a tempo indeterminato, a cui si aggiunge un bando per il reclutamento di medici con un contratto a tempo determinato di sei mesi. Come spiegato dall’Ast al Ducato, la precedenza viene data al secondo bando, visto che i posti a tempo determinato hanno una maggiore attrattiva per il personale medico, specie in realtà come quella di Urbino. Vedendo i risultati, c’è dunque da tremare per il concorso per i sei posti a tempo indeterminato, di cui ad oggi non è stata nemmeno organizzata la Commissione di valutazione.

La questione intanto diventa centrale all’interno del dibattito politico della Provincia. L’assessore Calcinaro assicura che la Regione sta monitorando la situazione, valutando provvedimenti come incentivi per l’assunzione di medici nell’entroterra solo al termine delle procedure dell’Ast. Il 13 febbraio, all’Assemblea dei sindaci dell’Area Vasta, va in scena l’incontro tra l’assessore e i sindaci della Provincia di Pesaro Urbino. La richiesta è sempre quella: all’entroterra mancano i medici, serve che la Regione prenda provvedimenti.

Inoltre, l’esclusione di Urbino e altri 11 comuni della Provincia dello status di comuni montani, a seguito della riforma promossa dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, ha fatto venir meno i crediti d’imposta su affitti o acquisti di immobili o gli aumenti di punteggi nelle graduatorie per i professionisti sanitari, che potevano rappresentare un altro incentivo per le assunzioni.

E adesso?

Mentre lo scenario politico evolve, sulla questione del Pronto soccorso di Urbino cala il silenzio. L’Ast non rilascia più dichiarazioni sul tema e anche la comunicazione con la politica urbinate ne risente. Il sindaco Maurizio Gambini, intervistato dal Ducato, parla del possibile arrivo di quattro nuovi medici senza dare alcuna certezza a riguardo.

La determina del 10 di marzo di certezza, invece, ne dà una: la carenza di personale al Pronto soccorso di Urbino non è stata risolta. All’equinozio di primavera manca sempre meno: il tempo per rispettare le tempistiche date dall’Ast sta scadendo.

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