di MANUEL MORGANTE
URBINO – Per la prima volta, il rettore dell’Università di Urbino sarà eletto con voto elettronico e non con le schede cartacee. Studenti, professori e personale dell’università di Urbino sono infatti chiamati alle urne per scegliere la nuova guida dell’Ateneo che prenderà il posto dell’uscente Giorgio Calcagnini. Le votazioni si terranno il primo ottobre nell’aula magna del rettorato, presso palazzo Bonaventura, in via Aurelio Saffi 2, dalle 9 alle 18, e il 2 ottobre dalle 9 alle 14. In caso di ballottaggio, si tornerà al voto il 5 e il 6 ottobre con gli stessi orari. L’elezione si svolgerà in presenza, attraverso la piattaforma informatica Eligo; i votanti dovranno presentarsi con un documento di riconoscimento e firmare il registro dei votanti. Successivamente verrà consegnato un codice QR unico e crittografato, che funzionerà come chiave di accesso personale. Si potrà esprimere un sola preferenza, indicando il nome nella scheda di votazione
Al primo turno, sarà eletto rettore il candidato che avrà ottenuto almeno il 50% più uno dei voti validi, a patto che abbia votato almeno la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Se non sarà raggiunto il quorum, oppure se nessuno dei candidati avrà ottenuto la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio tra i due candidati che hanno preso più voti. In caso di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo di professore ordinario e, in caso di ulteriore parità, quello più giovane.
I requisiti per i candidati
Il candidato rettore deve essere un docente universitario a tempo pieno in un ateneo italiano e deve avere alle spalle un numero di anni di servizio pari o maggiore alla durata del mandato, che è di sei anni. A sfidarsi per la poltrona alla Carlo Bo sono in tre: i docenti Giovanni Boccia Artieri, Berta Martini e Marco Rocchi.
Chi può votare per il rettore
Avranno diritto al voto studentesse e studenti che fanno parte del Consiglio degli studenti, composto da 21 membri; tutti i docenti ordinari e associati, e i ricercatori a tempo indeterminato e determinato; il personale tecnico-amministrativo, in servizio da almeno tre anni. Il calcolo delle preferenze è bilanciato in modo tale che il voto di docenti e ricercatori peserà per il 73%, il voto del personale per il 22%, mentre quello degli studenti varrà il 5%.




